ITA] L'autore del sito e dei suoi contenuti e' Massimo Nota (Notamax). Diplomato come illustratore all'Istituto Europeo di Design, ha collaborato con varie testate, tra le quali "La Repubblica", "Smemoranda", "Avvenimenti", "Nessuno Tocchi Caino". E' stato piu' volte premiato in concorsi nazionali ed europei, ha esposto in Italia, Spagna ed Ex Yugoslavia. Egli usa sia tecniche tradizionali (acquerelli, acrilici, china...) sia digitali (illustrator, photoshop).Le animazioni sono realizzate con Flash.
[ENGLl] The whole website and its content are by Massimo Nota (Notamax). Graduated as illustrator at the "Istituto Europeo di Design", in Rome, collaborates with many italian newspapers, as "La Repubblica", "Smemoranda" "Nessuno Tocchi Caino" "Avvenimenti"... . He has been awarded many prizes in national and european graphic and satiric competitions. His production is exposed in Italy, Spain and former Yugoslavia. He uses at one time traditional graphical and (watercolour, acrilic, indian ink...) and digital tecniques (Illustrator, Photoshop). Animations are realised in Flash.
DA DESIGNER BLOG:
Notamax è un universo eclettico e straordinario, dietro il quale si cela Massimo Nota, un illustratore che si esprime scrivendo e disegnando a mano storie microscopiche di notevole intensità, mescolando tecniche tradizionali e digitali per farlo. Le sue fonti d’ispirazione sono innumerevoli quante le tecniche alle quali fa ricorso per comunicare, e la gamma di esperienze che concretizza sono accomunate da uno stile unico e inconfondibile. Che si tratti di Notabook, libretti realizzati in tecnica mista o di animazioni in flash, il suo tratto, che riesce a comunicare in modo intelligente, poetico e sfuggente, ha permesso all’autore di essere apprezzato sia in Italia che all’estero. Noi lo conosciamo e apprezziamo da anni, voi potete scoprirlo anche sul suo blog o su flickr.
Luna Gubinelli:
“La ricerca ossessiva della narrazione nell’immagine non ci aiuta di certo a visualizzare quello che c’è oltre la realtà formale del quadro. Per questo, immergendosi nelle opere di Massimo Nota, è banale e scontato ravvisarvi soltanto le numerose citazioni storico artistiche, nonché grafiche, della pittura che lo ha preceduto: Basquiat, Haring o Baselitz, solo per citarne alcuni. L’aspetto più esilarante è la complessità e la volontà di presentare all’intelligenza dello spettatore la difficoltà che si ha di solito nel guardare oltre. Colori spiazzanti, corpi frantumati e gesti inconsulti suscitano lacerazioni nella percezione e sgomento nel tentativo di ‘capire’. Nessuna consolazione, nessuna provocazione, solo frammenti. I brandelli dell’umanità ancora rappresentabile, del quotidiano e dell’onirico sono offerti senza seguire nessuna logica progettuale. Per rafforzare tale concetto la carta da pacchi di supporto è ripiegata ogni volta che un frammento prende forma, abbandonata e ripresa soltanto quando si è dimenticato. Come se l’artista aspettasse l’oblio per poter permettere alla propria pittura di rinascere ogni volta in qualcosa di diverso. Elementi di coesione diventano la casualità e il caos, sentimenti che ci vengono gettati addosso con la speranza di provocare in ciascuno di noi un pensiero originale, proprio, suggerito dalla continua tensione a cui l’immaginazione è costretta trovandosi davanti qualcosa di faticoso da accettare. Sembra essere questa l’unica chance che ci rimane per non rimanere schiacciati o veicolati dal pressappochismo e dalla facilità tipici del nostro tempo.” Luna Gubinelli
Un' intervista a ULTRAZINE, viaggi nel fumetto del 2002
Massimo Nota non ha MAI disegnato un fumetto. È un illustratore, un pittore che traccia segni forti percorsi da un'energia che scoppietta come una scossa elettrica.
Ha pubblicato su importanti riviste e giornali rappresentando con il suo segno forte ed espressionista il mondo moderno e le sue distorsioni. È stato premiato in diversi concorsi nazionali e sue opere sono esposte permanentemente in Italia, Spagna ed Ex Yugoslavia.
Massimo Nota non ha MAI disegnato un fumetto. Ci piacerebbe davvero che presto ne disegnasse uno.
Puoi dirci qualcosa di te, qualche nota biografica?
Sono nato a Roma, un anno dopo Haring e un anno prima di Basquiat. Mio padre e' stato il mio primo maestro, il secondo e' stato Lin Delija, pittore di origini albanesi (sue opere sono esposte nei musei vaticani), il terzo e' stato l'Istituto Europeo di Design, ma niente a che vedere con i primi due. Ultimamente sto imparando molto da Beatrice e Filippo, di 7 e 5 anni, i miei bambocci.
Quali sono le tue pubblicazioni più importanti?
Ho collaborato con Repubblica, nelle pagine culturali e su Satirycon, con Smemoranda (che quest'anno non mi ha invitato a partecipare, chissà perché...), Nessuno tocchi Caino, Avvenimenti.
Quali sono gli artisti e le opere non solo nel campo grafico, ma anche letterario e musicale che ti hanno influenzato e che ti ispirano tutt'ora?
Cerco di non farmi ispirare da nessuno, ma inevitabilmente sono influenzato da: W.S. Burroughs, per la voglia di sperimentare, a sue spese. Keith Haring e J. M. Basquiat, per i loro graffi e Picasso per le deformazioni mentali. Umberto Eco e Italo Calvino per le pippe mentali contagiose, Wittgenstein perché ci sta bene, Saul Steinberg per la bellezza della semplicità, Charlie Bukowski per la bellezza del brutto, Peter Greenaway per le atmosfere. Bjiork, Miles Davis e qualcuno della "Ninja Tune" perché sono energia per la mente.
Sulla tua homepage, in cui mi sono imbattuto fortunosamente e fortunatamente andando alla deriva sul web, ho notato molte illustrazioni e delle straordinarie micro-animazioni.
Qual è il tuo approccio all'illustrazione? Come fai a condensare un'idea in una singola istantanea?
Condensare un'idea in un'immagine è la sfida più importante. Come faccio? C'è chi lo chiama culo e chi ispirazione, che non sempre arriva e allora si descrive una situazione.
Le micro-animazioni del tuo sito sono una sorta d'esperimento o rispondono a una tua particolare esigenza di comunicazione o che altro?
Vogliono essere una risposta alla multimedialità ipertecnologica ultrapesante autorefenziale che dilaga sul web. Filmati flash di 10 MB che non dicono niente. Da non sottovalutare l'effetto leggermente ipnotico delle mie piccole gif animate.
Hai fatto dei fumetti, saresti interessato? Qual è il tuo legame con il fumetto?
Non ho mai fatto fumetti, ma penso che sarebbe molto interessante.
Ho notato che il tuo segno è nervoso, teso, con una tendenza alla deformazione. Con molta ironia anche quando affronta temi complessi. Come nasce questo tuo segno? Quali tecniche preferisci?
Il mio segno è volutamente istintivo. Evito di leccare, correggere, girare intorno, rifinire. Disegno direttamente con l'inchiostro, e potete immaginare che grande spreco di carta. Uso inchiostro di china e non, acquerelli, e tavoletta grafica quando è finita la carta. Quando dipingo uso acrilici e tempera.
Come ti definisci: disegnatore, illustratore, artista, grafico, fumettista?
Mi definisco artista, soprattutto quando devo giustificare le mie bizzarrie.
Il progetto che sogni di realizzare.
Illustrare un testo stimolante, o magari tirarne fuori un fumetto.
Hai in mente qualcosa a riguardo?
Non ho idea di quello che possa essere stimolante. Finora non ho trovato niente. Forse anche perché sono molto pigro. Sarei felice se riuscissi a mettermi in contatto con degli sceneggiatori (o aspiranti tali) che vogliano vedere realizzato il loro fumetto.
Secondo te mancano gli autori o gli editori? Questa crisi del fumetto italiano, esiste o no?
Secondo me manca il mercato. Basta guardarsi intorno. Hai visto mai "Domenica in"?!
Il fumetto, quale futuro secondo te? Destinazione estinzione, mutazione on line, rinascita d'interesse o altro?
Il fumetto è un prodotto culturale e artistico. Adesso c'è molta richiesta di materialismo liberista, l'esasperazione dell'utile immediato. Ma spero che duri poco. È ancora lecito sperare?
E per finire: 3 fumetti che porteresti con te in isola deserta?
Uno è "Maus" di Art Spiegelman, poi "Ranxerox" e una copia di "Mano&