notamax[at]notamax.it



[ITA]

Massimo Nota (Notamax) nasce a Roma e e qui risiede. Diplomato come illustratore all'Istituto Europeo di Design da sempre si dedica alle arti visive. Come illutratore ha collaborato con varie testate, tra le quali "La Repubblica", "Smemoranda", "Avvenimenti", "Nessuno Tocchi Caino". E' stato piu' volte premiato in concorsi nazionali ed europei.

[ENGL]

Massimo Nota (Notamax). Graduated as illustrator at the "Istituto Europeo di Design", in Rome, collaborates with many italian newspapers, as "La Repubblica", "Smemoranda" "Nessuno Tocchi Caino" "Avvenimenti"... . He has been awarded many prizes in national and european graphic and satiric competitions. His production is exposed in Italy, Spain and former Yugoslavia. He uses at one time traditional graphical and (watercolour, acrilic, indian ink...) and digital tecniques (Illustrator, Photoshop). Animations are realised in Flash.

 

@ Art Lobby London 2012 - Solo Exhibition.

"Everything is so damned interrelated...and you are here" an exhibition by Massimo Nota

On Thursday 26th of April, we inaugurated the first solo exhibition in London of Rome based artist Massimo Nota @ Art Lobby.
The show received a warm welcome despite the persistent rain and a grey sky.

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Massimo Nota exhibition poster

These black sounds are the mystery, the roots that probe through the mire that we all know of, and do not understand, but which furnishes us with whatever is sustaining in art. Black sounds: so said the celebrated Spaniard, thereby concurring with Goethe, who, in effect, defined the duende when he said, speaking of Paganini: "A mysterious power that all may feel and no philosophy can explain."
Federico García LorcaThe Theory and Function of Duende


Massimo Nota, originally from Rome, is a prolific artist/illustrator whose world is imbued with visions. Nota’s creative act reveals an instinctive gesture that he follows spontaneously on the surface. Here words and images overlap in layers. Each artwork, either on canvas, brown paper, cardboard, iron plates or wood, (re)presents an amazing arrangement of drawings, collages, acrylic paint, watercolour and paper sheets.
Looking deeply into the surface, we can distinguish original drawings, recycled papers, old book sheets found in flea markets and old dusty archives. Nota magically blows the dust off them. Once they were lost and forgotten and now they are placed in a new space, with a new function.
The artist doesn’t narrate a story, but many stories, or better, a shred of stories/events that coexist at the same time. His drawings are like children’s drawings but usually crude, cynical, humoristic. They are stripped of any romantic view and rather scratched. His freehand lines recall those cave drawings left by our ancestors.
In fact Nota’s distinguishing marks are primordial, powerfully leaving a trace of their passage. Here we can find reminiscences of artists such as Jean-Michel Basquiat, Keith Haring or the more contemporary David Shrigley. They definitely share the same language.
Nota confesses: “I am constantly searching for the spontaneity of sign”. Therefore it’s a sign free of schemes and rigid rules; it’s pure energetic instinct. A gaze above the surface exposes the multiple layers of his work where everything is interrelated. Each image is “merely a road by which pass, in every direction, the modifications propagated throughout the immensity of the universe” (Matter and Memory by Henri Bergson). In this way, Nota’s childlike state of mind discovers a powerful enlightenment that we can surely share with him by looking at his work.
Alessandra Migani, 2012

 

@Contemporanea - Roma 2011

Nobushige Akiyama, Francesco Bancheri, Dunia Mauro, Massimo Nota

COMUNICATO STAMPA
Contemporanea è lieta di presentare una collettiva che include i lavori di artisti italiani e
internazionali che esibiscono per la prima volta presso la galleria.
Le inesauribili spinte propulsive del contemporaneo trovano in Contemporary! un terreno fertile
di sperimentazione. I quattro artisti, tutti di estrazione molto diversa fra di loro, producono
opere avvalendosi di tecniche tradizionali o meno, combinate in linguaggi interdipendenti.
Il maestro Nobushige traduce in opera scultorea l’antichissima tradizione della carta
giapponese. Il suo uso sapiente di modellare la carta in forme nuove, regala al pubblico
un’esperienza quasi sensoriale di indubbia eleganza.
Le sculture/installazione di Dunia Mauro, pensate per questa mostra, occupano lo spazio con
delicata raffinatezza. Le gambine di ceramica, protagoniste del mondo creativo dell’artista, si
adagiano in uno spazio perfettamente concepito per accoglierle. La ceramica, trattata qui con
maestria, tanto da conferirle un senso di leggerezza, è il materiale prediletto accanto al cotto e
altri materiali edili.
Sia Francesco Bancheri che Massimo Nota lavorano prediligendo l’utilizzo di diversi materiali e
la sovrapposizione di livelli.
Francesco Bancheri presenta per questa mostra i suoi collage su tela. Si tratta di tele che
presentano allo spettatore riferimenti ad una cultura giovanile, familiare a molti di coloro che
hanno condiviso mode e gusti degli anni Ottanta e Novanta. Questi lavori sono veri e propri
omaggi al mondo delle musicassette e dei primi videogiochi pixelati, con tutto il bagaglio
emotivo che ne consegue.
I mixed-media di Massimo Nota combinano tela, collage, disegni, fotografie e pittura. Artista
prolifico, dal tratto inconfondibile, Nota disegna e lavora senza posa su ogni tipo di materiale
che si presti alla sua creatività, dal legno al metallo, dal cartone alla tela.
La serie di tele che l’artista presenta per Contemporary! rielaborano gli infiniti frammenti del
mondo esteriore, uniti per raccontare storie nuove, scaturite dall’immaginazione del suo
autore. Nota presenta inoltre un intervento site-specific, destinato a durare il tempo
circoscritto della mostra.

 

 

@Palladium (Roma) 2011 "Solo Exhibition"


Video 2008

Massimo Nota, in arte Notamax di Francesca Vantaggiato

«Sono nato a Roma, un anno dopo Haring e un anno prima di Basquiat», affermava tempo fa in un'intervista
Massimo Nota, in arte Notamax. La collocazione di Notamax tra i due artisti statunitensi non si esaurisce
nella sola vicinanza temporale ma racchiude una più profonda comunanza di pensiero, concretizzata nella
medesima direzione di ricerca espressiva e concettuale. Cresciuto in un ambiente famigliare estremamente
vivace nella produzione artistica, Notamax esprime il suo estro creativo imprimendolo su qualsiasi elemento
materico a disposizione, lasciando il suo tratto formale 'graffiante' su materiali poveri e di riciclo.
Paragonabile a Picasso nella volontà di donare all'arte la forma pura e primitiva del concetto individuata nel
disegno infantile, Notamax svuota di qualsiasi orpello descrittivo il suo linguaggio per raggiungere quel luogo
essenziale dove la rappresentazione coincide con l'intenzione. L'arte di Notamax annienta le distanze tra
l'epifania dell'idea e la sua materializzazione grafica, affidandosi ad un segno istintivo, frammentario e
incontaminato. I lavori di Notamax, caratterizzati da parole scritte e poi cancellate, forme prive di sintassi e
colori che si combinano tra loro reagendo a supporti spesso recuperati, vogliono colpire (e scuotere) in modo
diretto il nucleo creativo e critico dello spettatore, catalizzandone l'attenzione sul non-rivelato. La poliedricità
del romano Notamax ha fatto si che l'artista – come lui ama definirsi per via delle sue bizzarrie – si
avvicinasse al mondo dell'animazione, confenzionata in sequenze brevissime d'immagini dalla forte carica
ipnotica, grezze ed evocative

 

 

                           
                               
                               

 

DA DESIGNER BLOG:

Notamax è un universo eclettico e straordinario, dietro il quale si cela Massimo Nota, un illustratore che si esprime scrivendo e disegnando a mano storie microscopiche di notevole intensità, mescolando tecniche tradizionali e digitali per farlo. Le sue fonti d'ispirazione sono innumerevoli quante le tecniche alle quali fa ricorso per comunicare, e la gamma di esperienze che concretizza sono accomunate da uno stile unico e inconfondibile. Che si tratti di Notabook, libretti realizzati in tecnica mista o di animazioni in flash, il suo tratto, che riesce a comunicare in modo intelligente, poetico e sfuggente, ha permesso all'autore di essere apprezzato sia in Italia che all'estero. Noi lo conosciamo e apprezziamo da anni, voi potete scoprirlo anche sul suo blog o su flickr.

                         
                               
@ 47th floor - "Fuori Controllo" solo exhibition.
Roma 2004
                             

Luna Gubinelli:

“La ricerca ossessiva della narrazione nell'immagine non ci aiuta di certo a visualizzare quello che c'è oltre la realtà formale del quadro. Per questo, immergendosi nelle opere di Massimo Nota, è banale e scontato ravvisarvi soltanto le numerose citazioni storico artistiche, nonché grafiche, della pittura che lo ha preceduto: Basquiat, Haring o Baselitz, solo per citarne alcuni. L'aspetto più esilarante è la complessità e la volontà di presentare all'intelligenza dello spettatore la difficoltà che si ha di solito nel guardare oltre. Colori spiazzanti, corpi frantumati e gesti inconsulti suscitano lacerazioni nella percezione e sgomento nel tentativo di ‘capire'. Nessuna consolazione, nessuna provocazione, solo frammenti. I brandelli dell'umanità ancora rappresentabile, del quotidiano e dell'onirico sono offerti senza seguire nessuna logica progettuale. Per rafforzare tale concetto la carta da pacchi di supporto è ripiegata ogni volta che un frammento prende forma, abbandonata e ripresa soltanto quando si è dimenticato. Come se l'artista aspettasse l'oblio per poter permettere alla propria pittura di rinascere ogni volta in qualcosa di diverso. Elementi di coesione diventano la casualità e il caos, sentimenti che ci vengono gettati addosso con la speranza di provocare in ciascuno di noi un pensiero originale, proprio, suggerito dalla continua tensione a cui l'immaginazione è costretta trovandosi davanti qualcosa di faticoso da accettare. Sembra essere questa l'unica chance che ci rimane per non rimanere schiacciati o veicolati dal pressappochismo e dalla facilità tipici del nostro tempo.”